Samuel Finley Breese Morse (1791–1872) non nasce come scienziato.

Cresce a Charlestown, in Massachusetts, in un ambiente colto e rigoroso, ed è educato tra religione, arte e scienza. Si forma prima a Yale e poi alla Royal Academy di Londra. Tornato negli Stati Uniti, si dedica alla realizzazione di ritratti e grandi composizioni storiche, diventando anche uno dei fondatori della National Academy of Design di New York.

Tra le sue opere più intime c’è, per l’appunto, il ritratto della figlia maggiore: un’immagine silenziosa, morbida, appartenente a un mondo in cui le distanze pesavano più del tempo.

Nel 1825, Morse si trova a Washington D.C. per lavoro quando riceve una lettera con la notizia della malattia della moglie. Una seconda lettera gli annuncia già la sua morte e quando torna a casa è ormai troppo tardi. Non riesce neppure a salutarla.

La notizia aveva viaggiato lentamente, passando di mano in mano, affidata a mezzi incerti, impiegando giorni per percorrere una distanza che oggi copriamo in un istante.

Quel ritardo era il chiaro segno di un limite.

In quegli stessi anni, però, la scienza stava già aprendo una possibilità nuova:
esperimenti sull’elettricità mostravano che un segnale poteva propagarsi rapidamente lungo un filo.

L’idea non è completamente nuova ma Morse ci intravede una possibilità. Trasformare l’elettricità in linguaggio.

Se un segnale può viaggiare lungo un filo quasi istantaneamente, allora può trasportare anche un messaggio, superando distanze fino a quel momento invalicabili.

Nasce così un’idea semplice e rivoluzionaria: ridurre la comunicazione a una sequenza di segni essenziali, riconoscibili e trasmissibili. Punto. Linea. È il principio del codice Morse.

Nel 1844, tra Washington e Baltimora, viene inviato il primo messaggio della storia attraverso un telegrafo elettrico:

“What hath God wrought”.
Che cosa ha fatto Dio?

Una citazione della Bibbia scelta da Morse stesso, quasi a sottolineare lo stupore di fronte a ciò che stava accadendo. Per la prima volta l’informazione aveva viaggiato da punto a punto quasi istantaneamente e
il mondo aveva cominciato ad avvicinarsi.